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Storia e Curiosità del famoso Bebè di Sorrento

  • 31 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Bebè di Sorrento è una piccola eccellenza della penisola sorrentina che, a differenza di molti altri formaggi locali dalle radici millenarie, ha una storia relativamente recente e curiosa.

Ecco i punti chiave per conoscere la sua storia e le sue caratteristiche:

1. Un'origine "turistica" e moderna

Nonostante la tecnica di lavorazione affondi le radici nella tradizione millenaria dei formaggi a pasta filata (come il Caciocavallo), il Bebè è nato solo pochi decenni fa. È stato creato dai casari della zona per rispondere alle esigenze dei numerosi turisti che visitavano Sorrento e la Costiera. Molti visitatori, pur apprezzando il sapore del Caciocavallo locale, lo trovavano spesso troppo forte o piccante a causa della lunga stagionatura. Il Bebè è nato quindi come un'alternativa più dolce, fresca e delicata.

2. Perché si chiama "Bebè"?

Il nome deriva esclusivamente dalla sua forma caratteristica. Il formaggio viene infatti legato in modo da ricordare un neonato in fasce. È una forma arrotondata e allungata, con una strozzatura che definisce la "testolina", rendendolo subito riconoscibile nei banchi dei caseifici locali.

3. Differenze con il Caciocavallo

Sebbene il processo produttivo sia quasi identico, la differenza fondamentale sta nel tempo:

  • Materia prima: Viene prodotto con latte vaccino intero di due mungiture (mattina e pomeriggio).

  • Stagionatura: Mentre il Caciocavallo può stagionare per mesi, il Bebè ha una maturazione brevissima. Questo preserva l'umidità della pasta, che rimane bianca, morbida e dal sapore di latte dolce.

  • Dimensioni: È solitamente più piccolo, con pezzature che si aggirano intorno ai 500 grammi.

4. Riconoscimento ufficiale

Il Bebè di Sorrento è ufficialmente inserito nell'elenco dei P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Regione Campania. Questo riconoscimento tutela la metodologia di produzione artigianale tipica dei comuni della Penisola (Sorrento, Massa Lubrense, Sant'Agnello, Vico Equense).

Come gustarlo al meglio?

Essendo un formaggio fresco, è perfetto mangiato "in purezza" con un filo d'olio extravergine di oliva della zona o accompagnato da pomodori di Sorrento. Se ti trovi in zona, lo troverai spesso servito anche alla brace su foglie di limone, che gli conferiscono un aroma agrumato incredibile.

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